Come riconoscere una relazione tossica

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Senza toccare i soliti tecnicismi da manuale, vi siete mai chiesti cosa vuol dire vivere in una relazione tossica? Avete idea di cosa vuol dire stare con un partner abusante?

Per stimolare delle riflessioni e sensibilizzare su un tema fortemente, purtroppo, attuale ho pensato che uno dei tanti modi per dare risposte concrete a queste domande potrebbe essere quello di fornire brevi e sintetiche descrizioni, che siano alla portata di tutti, accompagnate da semplici esempi pratici e prive di terminologie tecniche.

Iniziamo…

1.Cosa sono le manipolazioni in un rapporto di coppia?

Sono forme di violenza psicologica difficili da riconoscere perché colui che le mette in atto utilizza strategie subdole con lo scopo di trarre vantaggio per sé stesso. Un partner abusante sfrutterà la conoscenza dei tuoi punti deboli a suo esclusivo vantaggio e lo farà in modo ambiguo e confondente. A livello pratico la manipolazione viene messa in atto attraverso diversi stratagemmi che per un partner abusante rappresentano delle prove, dei test, da sottoporre alla propria vittima.

Ad esempio: dopo un periodo in cui vi vedevate, uscivate, cenavate insieme, andavate al cinema, facevate colazione insieme e altre cose carine ad un certo punto lui sparisce e non si fa sentire per giorni, anche settimane. Trascorso questo periodo, che è sempre un periodo variabile, lui ritorna, come se niente fosse, attribuendo la causa del suo distacco, del suo allontanamento, ad un tuo comportamento, ad una tua mancanza nei suoi confronti. Le scuse che utilizza per ritornare sono solo dei pretesti, perché lui deve portare a termine il suo test, sta testando la sua vittima per vedere fino a che punto essa è disposta a sacrificare il rispetto per sé stessa pur di mantenere aperto il legame con lui. Può usare diversi pretesti per ritornare: un messaggio apparentemente innocuo, uno squillo, un mazzo di fiori, delle scuse, ecc…sono tutte scuse, pretesti, per ritornare a bussare alla porta della sua vittima e vedere come reagisce a tutto questo. L’obiettivo è quello di portare la sua partner-vittima a dargli sempre ragione, a fargli avere il controllo fino a quando lei perderà la percezione del suo senso di realtà. Inoltre, per manipolarti, potrà usare frasi del tipo “senza di te mi sento perso”, “la vita senza di te è vuota, vorrei morire”, “mi uccido” ma sono soltanto dei modi per convincerti a tornare con lui, ti sta manipolando.

2.Quali sono i comportamenti che indicano una gelosia estrema?

Una sana relazione di coppia è basata sul principio di fiducia e la gelosia, quando è eccessiva, quando è estrema, compromette indubbiamente il benessere della coppia. Un partner abusante dubita della fiducia e dei sentimenti della propria compagna.

Ad esempio: il tuo partner ti controlla il telefono, ti spia attraverso i social, chiede agli amici la conferma di ciò che gli hai raccontato, ti pedina, reagisce con rabbia se non gli rispondi al telefono o se ti vede online e non gli rispondi ai messaggi, vuole vedere il tuo whatsapp o le tue email, ti pone dei divieti per vedere i tuoi amici o per andare fuori da sola o per indossare certi vestiti o sul modo di truccarti. Se fa questo sappi che non è geloso, è solo ossessionato, ti vuole per sé, come un oggetto. Se ti spunta spesso sotto casa o fuori dal lavoro o ti telefona mentre sa che sei occupata non ti sta facendo una sorpresa, ti sta stalkerando, ti sta controllando. La gelosia patologica presenta delle caratteristiche differenti rispetto alla normale gelosia, quella patologica è eccessiva, intrusiva, immotivata e ingiustificata.

3.In che modo un partner umilia?

La comunicazione di un partner abusante è quasi sempre volta a sminuire ed umiliare la compagna, sia in privato che in pubblico. Queste tattiche hanno l’obiettivo di minare la tua autostima fino a farti arrivare a dubitare persino di te stessa.  

Ad esempio: il tuo partner potrebbe prenderti di mira con battute e commenti sarcastici che non fa solo quando siete da soli ma lo fa anche quando siete fuori e in presenza di altre persone compresi parenti e amici. Può chiamarti stupida o idiota o con altri soprannomi dispregiativi tipo sei troppo grassa, ignorante, pazza, malata, curati, nessuno ti crederebbe, ti affibbia appellativi volgari, ecc… Sappi che un partner abusante tende a farti sentire inferiore, cercherà di far predominare il proprio potere criticando, giudicando e ammonendo ogni tuo comportamento anche quelli positivi e, spesso, accompagnerà tutto questo con atteggiamenti di rabbia e urla che, puntualmente, giustificherà dando a te la colpa di tutto, perché addosserà la responsabilità delle sue azioni o di ciò che gli succede sempre e soltanto a te. Dopo averti offesa ti chiederà scusa, ti chiederà di dargli un’altra possibilità e di cercare di capirlo. Inoltre, se senti di non avere il giusto supporto emotivo da parte sua quando, per qualsiasi motivo, stai soffrendo o quando raggiungi un traguardo importante e, anzi, tutto questo viene sminuito o minimizzato da lui, sappi che ti sta umiliando: un’ambizione, una promozione al lavoro, un progetto lavorativo o di vita, una laurea, ecc… vengono considerate cose di poco conto e per questo le svaluterà umiliandoti, anche in pubblico.

4.Perché ad un certo punto la vittima si sente isolata?

Per avere controllo su di te, un partner abusante tenderà a farti isolare dal tuo ambiente, dalla tua famiglia e dai tuoi amici in modo tale che l’unica relazione a contare sarà quella tra voi due e lui sarà il tuo unico punto di riferimento nonché unica voce da ascoltare. Ti farà terra bruciata attorno. Ti trascinerà nel baratro e tu ti ritroverai sola.

Ad esempio: vorresti fare qualcosa ma non la fai perché temi la sua reazione o perché pensi che si arrabbierà oppure ti senti limitata nel cercare o nel vedere amici e parenti oppure nel frequentare alcuni posti o ancora, ti ritrovi a rinunciare a qualcosa che per te è importante o che ti piace ma togli l’occasione e rifiuti di fare queste cose per evitare attriti con lui. Ti sentirai dire “i tuoi ti cercano solo quando gli servi” oppure “le tue amiche parlano male di me perché sono invidiose e vogliono allontanarci” o ancora “ma davvero hai intenzione di andare a quella stupida festa?”e “non penserai mica che io venga con te?!?!” In pratica cercherà di impedirti di vedere amici e famigliari, trovando scuse per non farti andare a questi appuntamenti e/o eventi o magari ti supplicherà affinché tu non ci vada proponendoti, spesso, anche delle alternative da fare insieme a lui e se non le fai ti sentirai dire che per te, le altre cose e gli altri, sono più importanti di lui e del vostro rapporto. Spesso succede che un partner abusante può rifiutarsi, deliberatamente, di mostrarti affetto o di parlarti così da punirti o per indurti a fare quello che ti chiede.

5.Quando arriva la violenza fisica?

Fin qui ho cercato di farti comprendere cosa significa violenza psicologica. Ma c’è anche un’altra forma di violenza, quella fisica.

Il maltrattamento fisico è la forma più evidente di violenza e comporta percosse, spinte, schiaffi, calci, pugni ma anche fratture, soffocamento o pestaggio. La vittima può essere privata del cibo o del riposo. Armi come fucili o coltelli possono essere usate sia per minacciare che per provocare lesioni.

Ad esempio: durante una discussione accesa, magari per la gelosia di lui o perché non hai fatto quello che lui ti ha chiesto o per un altro futile motivo, il tuo partner ti da uno schiaffo o una spinta o usa qualsiasi altra aggressione fisica nei tuoi confronti o ti minaccia fisicamente. Dopo averti fatto male potrebbe dirti che non lo farà più, che non sa cosa gli è preso, ti chiederà di nuovo di dargli un’altra possibilità, ecc… Questa tipologia di violenza si manifesterà dopo tutto il resto, nel senso che si concretizzerà quando ormai lui ti ha manipolata, ti ha isolata ed è sicuro del fatto che tu dipendi da lui e sei disposta a subire di tutto pur di restare con lui perché sa che tu non lo denuncerai, che non racconterai a nessuno quello che ti è successo e che non lo lascerai. In pratica ti ha annientata.

6.Perchè dovrei lasciarlo se ci sono dei momenti in cui lui è carino e premuroso?

In una relazione di coppia sana non dovrebbero esserci “momenti” in cui veniamo trattate bene e “momenti” in cui veniamo trattate male perché una relazione di coppia sana prevede che sia presente un certo equilibrio che renda la coppia stessa stabile, unita, matura. Se questi presupposti non ci sono è molto probabile che qualcosa nel vostro rapporto non va.

Ad esempio: se un giorno ti tratta come una principessa facendo il romantico, magari te lo dimostra con gesti affettuosi o facendoti dei regali o portandoti a cena fuori o in un posto carino ma il giorno dopo ti chiama con appellativi volgari, insultandoti nel peggiore dei modi, dandoti la colpa dei suoi problemi o criticando ogni tuo comportamento o ogni parola che dici, sappi che questo non è amore. In una relazione di coppia sana vige il benessere emotivo, la condivisione, il dialogo, i progetti di vita, il desiderio di voler costruire una famiglia insieme. Se la tua relazione è priva di questi aspetti sappi che sei in una relazione tossica. Il fatto che il tuo partner sia così “imprevedibile” dal punto di vista comportamentale, cioè alterna azioni di natura opposta (ti idealizza/ti svaluta; è attaccato a te/è distaccato da te; ti da attenzioni/ti trascura; ti ama/ti odia; ecc…) crea in te uno stato di aspettativa e di tensione interna che rende difficile l’abbandono della relazione.

7.Cosa succede nel concreto? Perché tutto questo si verifica?

Durante l’innamoramento il nostro organismo va incontro a delle modificazioni, soprattutto ormonali, infatti diversi ormoni subiscono delle variazioni. Potrebbero essere d’esempio l’ossitocina, la dopamina e la feniletilamina che, insieme, producono quella fenomenale sensazione di benessere, di gioia e di estasi che proviamo nelle prime fasi in cui ci innamoriamo. Questi ormoni hanno bisogno di essere alimentati e guidati da segnali che provengono dall’esterno, per cui se l’oggetto del nostro innamoramento ci condiziona facendoci vivere questa fase di passione travolgente, con la conseguenza di continuare a produrre quegli ormoni, facendoci alternare momenti di passionalità e dolcezza a momenti di sconforto (luna di miele/maltrattamento) è chiaro che vorremmo rimanere più a lungo nei momenti di passionalità e dolcezza e, psicologicamente, un partner abusante lo sa che alternando fasi di luna di miele a fasi di maltrattamento riesce a stabilire un certo grado di dipendenza in noi. È per questo motivo che la donna non riesce a chiudere il rapporto, non riesce a interrompere il ciclo della violenza, quella spirale che si alimenta giorno dopo giorno attraverso una relazione malsana, perché ormai si ritrova coinvolta in uno stato di dipendenza totale, sia fisica che psicologica e, anche se riconosce che quella relazione è disfunzionale, insana, anomala lei continuerà a stare con lui mantenendo sempre attiva quella spirale maledetta. Questo significa che non sei stupida, come dicono i più, ma che sei dipendente da quel rapporto. Ed è ben diverso!

Se ti ritrovi in queste descrizioni, se questi esempi li hai vissuti tu, in prima persona, sulla tua pelle, sappi che sei ancora in tempo a tirarti fuori da una relazione tossica. Chiedere aiuto non è una vergogna! A sostegno delle donne vittime di violenza esiste il numero di telefono 1522, un servizio gratuito tramite il quale saranno forniti alle vittime, assicurando loro l’anonimato, sia un sostegno psicologico che giuridico nonché l’indicazione delle strutture pubbliche e private presenti sul territorio a cui potersi rivolgere in caso ci si ritrovi in queste situazioni. Questo, invece, è il link al portale del servizio 1522: www.1522.eu dove è possibile contattare, tramite chat, operatrici specializzate pronte a darvi supporto.

Chiedere aiuto non è una vergogna. Si può tornare a respirare, ad essere libere. Si può tornare a vivere, ad essere Donne. Basta volerlo.  

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